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Caduveo

STORIA

I Caduvei (nome usato da Guido Boggiani per indicare il gruppo di lingua Guaikuru oggi meglio conosciuto come Kadiweu) sono l’ultima tribù esistente dei celebri Mbaya o Indios cavaleiros.
Provenienti dal Chaco, si stanziarono, alla fine del XVIII secolo, sul fiume Paraguai. Ora occupano il territorio al sud del Pantanal del Mato Grosso tra la serra Bodoquena i fiumi Aquidavao, Neutaka, Nabileque e Paraguai.
Fin dal XVII secolo erano stati segnalati per la loro aggressività e per il loro atteggiamento bellicoso e per secoli si opposero con decisione agli Spagnoli e ai Portoghesi, ai Gesuiti e agli avventurieri, rappresentando un forte ostacolo alla colonizzazione. L’ adozione del cavallo fu poi di rilevante importanza, soprattutto durante le azioni di guerra che erano fonte di ricchezza e di prestigio sociale. Praticavano su larga scala l’aborto e l’infanticidio e, attraverso le imprese guerresche, rapivano alle altre tribù bambini da adottare.
La società Caduveo era strutturata in tre classi gerarchizzate tra loro: i “nobili “, i “guerrieri” e i “servi”. Questi ultimi, per lo più appartenenti al gruppo Guanà, da cui discendono gli attuali Terèna, praticavano l’agricoltura, occupandosi di produrre cibo per tutta la società, e dipendevano direttamente dai nobili.
I Caduvei, oggi ridotti fortemente di numero, cercano di adattarsi alla vita loro imposta dai bianchi, come contadini e piccoli allevatori.
Le principali attività artigianali, pur degradate in seguito all’acculturazione, sono oggi come ieri la lavorazione del corno e del legno da parte degli uomini, e la modellatura della ceramica, la tessitura e la pittura corporale da parte delle donne.
Patrizia Andrea Bassi.

 

La comunità di São João

La Comunità di São João si trova 21º 02’ 37.6’’ N; 56º 56’ 48.3’’.
Se si viene dal Museo Verde di Carmelo Peralta, bisogna attraversare il Paraguay con lancia ed andare a Porto Murtinho sul lato brasiliano. Da qui bisogna prendere la BR 267, per 207 km fino a Bonito. Questo tratto è servito anche da una linea di autobus della Società Cruzeiro do Sul. Contatto utile a Porto Murtinho è Erasmo Duarte, hotelpantanal@bol.com.br.
Alla uscita di Bonito bisogna imboccare la MS 382, sterrato agevole anche per veicoli non fuoristrada, che si addentra nel Parco Nazionale della Serra de Bodoquena. Tale sterrato non dovrebbe essere impercorribile in caso di forti piogge come avviene nel Chaco paraguaiano perché qui è disponibile il cascallado, pietrisco che, sparso sullla carreggiata, penetra nel fango  consolidandolo. Dopo circa 36 km subito dopo un un comedor (un altro è situato 14 km. prima), bisogna prendere un bivio a destra. 14 km dopo, altro bivio, prendere a sinistra.
10 km dopo prendere a sinistra.
In totale, dopo una settantina di km. di sterrato percorribili in circa un‘ora si arriva a São
João.
4 km. prima di arrivare a Sao Joao, sulla destra, molto vicino alla carrareccia, si trova la cascata di Quidaban, alla cui base è agevole prendere un piacevole bagno rinfrescante.
La Comunità si compone di 76 famiglie, in parte Caduveo, ed in parte appartenente a due altri Gruppi etnici: i Terena e i Kinikinau o Kinikinawa. Ambedue questi popoli fanno parte del gruppo etnico Guana, del gruppo linguistico Arnak e sono originari del Chaco.
Nella seconda metà del ‘700 attraversarono il rio Paraguai per stabilirsi nel territorio che oggi fa parte del Brasile, ove vivono sparsi in varie comunità.
La componente caduveo di Sao Joao, che può quindi essere definita una comunità trinazionale, proviene dalla Comunità di Alves de Barro dalla quale si distaccò circa 70 anni orsono, per dissidi sulla nomina del cacique. Essendo un numero abbastanza piccolo numericamente, accolsero i nuovi arrivati con i quali vivono in armonia.


La Comunità di Alves de Barro

Alves de Barro è quella macchiolina un po’ più chiara al centro della foto, nel mezzo della selva.

Il Museo Verde ha stabilito rapporti anche con questa Comunità, dalla quale origina quella di São João, e nella quale ha sede l’AMAC (Associação Mulheres Artistas Caduveo).
Da Bonito bisogna prendere la MS178, strada asfaltata per Bodoquena di circa 70 km.
Alla uscita di Bodoquena va imboccata la MS 339, strada di terra, seguendo la indicazione “Fábrica de cimento”.
Dopo 7 km. all’ altezza del cartello che indica la Fazenda Primavera bisogna prendere a sinistra. Dopo altri 24 km. Quando si incontra l’ indicazione “Fazenda Pedra Branca” prendere a destra al bivio.
Mano a mano che ci si avvicina a Alves de Barro la strada si addentra in una fitta foresta dalla quale provengono canti di uccelli tropicali. L’insediamento Caduveo appare dall’alto come una minuscola macchia chiara in un mare di vegetazione.
Il percorso da Bodoquena è di 53 km percorribili in una ora e mezza, anche con un veicolo non a trazione integrale, sia pure con qualche cautela. Quando si torna, bisogna prendere a destra al bivio che si incontra 4 km dopo la partenza.

 

Reperti del passato - materiale originale:
Collezione Guido Boggiani, Museo delle Civiltà di Roma - Italia
Collezione Doroteo Giannecchini, Museo Etnologico Sistema Museale Università di Firenze - Italia
Foto: Gherardo La Francesca, Damiano Rosa

"Activos culturales"

 

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Reperti del passato

 

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