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IL GRAN CHACO

 

Un milione e quattrocentomila chilometri quadrati di pianura, tra l’ Amazzonia, le Ande e le Pampas Argentine. Bassa densità di popolazione, grande varietà di specie animali e vegetali.

 

 “...a prima vista da’ l’impressione di una grande monotonia e d’una tristezza infinite che vanno diminuendo, sino a scomparire. Un senso di profonda ammirazione e meraviglia subentra.”
Guido Boggiani, 1894

 

Geografia

Il Gran Chaco, talvolta indicato semplicemente come Chaco, (probabilmente dal termine in quechua chaku, territorio di caccia) è una delle principali regioni geografiche del Sud America, che si estende per parte degli attuali territori di Argentina, Bolivia, Brasile e Paraguay, tra i fiumi Paraguay e Paraná e l'altopiano andino.

E' caratterizzato per la presenza di ampie foreste vergini, rappresentando la massa boscosa più grande del Sud America dopo l'Amazzonia. In totale il Gran chaco ha una superficie di circa 1.400.000 km2.

Il clima varia da arido a semiarido e umido secondo la regione, ma si contraddistingue in generale per il calore elevato e grandi escursioni termiche sia dal giorno alla notte che durante l'arco dell'anno.

L'ecosistema del Gran Chaco è unico e sta lentamente venendo distrutto dalla colonizzazione umana con l'introduzione di allevamenti estensivi, incendi di vegetazione, e decisioni agricole irresponsabili. Fortunatamente negli ultimi anni molti gruppi stanno tentando di proteggerlo.

 

(Fonte: Wikipedia) 

 

 

Storia

Il Gran Chaco fu un territorio conteso fin dal 1810, non comprendente la totalità della regione fisica omonima. Ufficialmente, era probabilmente parte della Bolivia, ma il Paraguay cominciò a scacciarvi le popolazioni native e a stabilirvi insediamenti mentre la Bolivia non si curò di quest'area praticamente disabitata. Successivamente questo territorio divenne conteso dai due stati fino a sfociare nella Guerra del Chaco (1932-1935).

Probabilmente la vera causa scatenante della guerra fu il sospetto dalla presenza di petrolio nel Chaco Boreale, una regione delimitata a sud dal fiume Pilcomayo e ad est dal fiume Paraguay. Inoltre la Bolivia vedeva nel fiume Paraguay la possibilità di esportare via nave il petrolio fino al mare essendo un paese privo di sbocchi sul mare dopo aver perso la costa pacifica in una precedente guerra. Successivamente fu firmata la pace nel 1938 che garantisce al Paraguay tre quarti del Chaco Boreale e alla Bolivia un corridoio fino al fiume Paraguay.

Camiri è stato il più importante centro petrolifero della Bolivia durante gli anni settanta ed ottanta, mentre Villamontes è cresciuta enormemente ad inizio del XXI secolo grazie alla vicinanza con i giacimenti di gas tra i più grandi del sud america. Nel 1995, il Kaa Iya del Parco Nazionale del Gran Chaco è stato creato in una zona Chaco boliviano. È amministrato unicamente da popolazioni indigene che includono gli Izoceño Guaraní, gli Ayoreode, e i Chiquitano.

 

(Fonte: Wikipedia)

"Quell’Universo così complesso,
stratificato e straniante."

Alice Zelda Franceschi, 2018

 

Etnie del Gran Chaco

Nel Gran Chaco vivono diverse comunità native, che conservano tradizioni e culture ancestrali: un patrimonio poco conosciuto, da preservare e valorizzare, un serbatoio di “activos culturales”, di creatività artistico-artigianale.

Ad oggi si hanno notizie di almeno 25 etnie indigene che popolano la regione:

Ayoreo; Chamacoco; Chiquitano; Enxet; Enlhet; Guana; Pai Tavytera; Sanapaná; Ava Guaraní; Mbyá; Simba Guaraní; Guarayo; Kaiwá; Chiripá; Chané; Tapieté; Maskoy; Wichí; Nivaclé; Chorote; Mocoví; Pilagá; Toba; Maká; Yuqui;

(Fonte: Wikipedia)