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SULLE TRACCE DEI PIONIERI

 

Nel Chaco é ancora vivo il ricordo di personaggi che si spinsero in questi territori, nell’
800 e nel 900, e che entrarono in contatto con le popolazioni indigene che li abitavano.
Ad essi si deve se “activos culturales” dell’ epoca sono oggi conservati in Musei europei.
Guido Boggiani raccolse artefatti provenienti da etnie che vivevano lungo il rio Paraguay,
oggi custodite presso il Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma.
Doroteo Giannecchini portò in Italia una collezione di oggetti di popolazioni del rio
Pilcomayo. Furono presentati alla Esposizione di Torino del 1898 e sono oggi visibili al
Museo di Antropologia e Etnologia del sistema museale dell’ Università di Firenze.

 

 

Guido BoggianiGuido Boggiani

Guido Boggiani (Omegna - Novara, settembre 1861 - Chaco, Paraguay, 1901​) è stato un pittore, disegnatore, fotografo e etnologo italiano che nel 1887 si avventuró nelle terre quasi sconosciute del Paraguay per documentare la vita degli indigeni locali.

Boggiani si dedicó a documentare le culture native sia attraversa la scienza che l'arte; esploró in varie occasioni la inaccessibile regione del Chaco; studió approfonditamente la etnografia di importanti parcialità indigene quali i chamacocos, i caduveos (mbayá o guaicurú), i guaná, i tobas, i lenguas, gli angaités, i sanapanas. Grazie a conferenze e pubblicazioni in riviste specializzate a Asunción, Buenos Aires e Roma, divulgó i prezioni risultati delle sue ricerche. Pubblicó articoli in difesa della lingua guaraní, e mise assieme una importante collezione di oggetti e fotografie delle parcialità studiate. Morì in Chaco, durante una delle sue esplorazioni. La sua morte fu generò grande commozione nella società intellettuale del Paraguay.

Per conoscere di più sulla sua vita e le sue opere, scarica gli appunti su Guido Boggiani scritti da Gherardo La Francesca.


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Doroteo GiannecchiniDoroteo Giannecchini con Chiriguanos

Doroteo Giannecchini (Pascoso di Pescaglia, Lucca, 1837 - Tolomosa Grande, Bolivia, 1900), fu un missionario francescano che si dedicò a esplorare e studiare le culture indigene del Chaco.

Dopo aver conosciuto il padre José Matraya e Ricci, che aveva vissuto molti anni in Perù e in Bolivia, Giannecchini maturò la decisione di partire missionario in America latina. Il 21 giugno 1859 s'imbarcò a Genova e il 28 agosto arrivò al porto di Montevideo; di lì, via terra, giunse a Tarija, in Bolivia, la notte del 4 genn. 1860.

Il convento di Tarija era il collegio di Propaganda Fide che includeva nella sua circoscrizione missionaria le riduzioni dei Guaranì del Chaco.
Il G. fu inviato dal prefetto p. Giuseppe Giannelli alla riduzione, recentemente fondata, di Chiriguanos, Noctenes e Tobas di San Francesco Solano sulle rive del Pilcomayo (un affluente del fiume Paraguay). Si dedicò subito allo studio delle lingue indigene, riuscendo in poco tempo a impadronirsi perfettamente, in particolare, del chiriguano. Di lì passò alla riduzione di Tarairí, ancora in fase di fondazione e successivamente a quella di Caiza.
Dopo aver presieduto in qualità di conversor le riduzioni rese più problematiche dalla pressione degli hacendados, nel 1892 fece ritorno al convento di S. Francesco di Tarija per dedicarsi alla stesura di un dizionario chiriguano-spagnolo.
Nel 1895 ritornò in Italia con l'incarico di cercare missionari. Nel novembre 1898 era di ritorno in Bolivia, dove riprese l'attività missionaria e la stesura del dizionario.
Morì a Tolomosa Grande il 9 apr. 1900.  

Per conoscere di più sulla sua vita e le sue opere, scarica gli appunti su Domenico Giannecchini scritti da Gherardo La Francesca.


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