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Intervista ad Analia Rodriguez di Fortin Lavalle

Uno sguardo sul mondo dell'artigianato femminile Qom

Intervista realizzata da Beatrice D’Ascenzi e Anita Testa

 

Nel presente mese, durante il quale ricorre la giornata internazionale per i diritti della donna, la Onlus Museo Verde ha deciso di raccogliere un’importante testimonianza che arriva direttamente dai territori del Gran Chaco, e in particolare dalla popolazione indigena Qom. Tale popolazione si è da sempre distinta per la creazione artigianale di prodotti realizzati con foglie derivanti della palma nana delle terre Qom, il cui nome scientifico è Trithrinax Schizophylla. Il gruppo di artigiane di Fortin Lavalle, in particolare, si occupa della produzione di ceste, cappelli di paglia e borse in foglie di palma, sotto l’esperta guida della presidentessa dell’associazione Qomlashepi Onataxanaxaipi Analia Rodriguez, la quale ci ha fornito in prima persona una panoramica del commercio e del processo produttivo dall’artigianato Qom. L’associazione sopracitata, formata esclusivamente da donne artigiane, rappresenta dunque un fondamentale esempio di tradizione che incontra la modernità e l’innovazione: attraverso la sperimentazione con tinture naturali, l’utilizzo di materiali esclusivamente locali e l’impegno delle istituzioni nel supportare la vendita online dei prodotti Qom, la realtà di Analia e delle altre artigiane si sta affermando sempre più insistentemente anche al di fuori della comunità. L’importanza di questa realtà è sottolineata anche dal fatto che le vendite in Internet sono aumentate molto durante l’attuale situazione di pandemia, restituendo all’artigianato Qom una dimensione globale ma che al tempo stesso rimane un caposaldo della piccola comunità dove essa si è sviluppata centinaia e centinaia (o forse addirittura migliaia) di anni fa, quando si pensa che i primi Qom abbiano iniziato ad utilizzare la palma Trithrinax Schizophylla nei loro territori. La realtà di Analia Rodriguez è forse una delle più rappresentative per quanto riguarda l’incontro tra tradizione e innovazione nell’ambito manifatturiero, come già accennato precedentemente. Situata a Fortin Lavalle, località argentina sita nel dipartimento General Güemes della provincia del Chaco, l’associazione, di cui Rodriguez non è solamente a capo ma in cui svolge anche l’importante ruolo di tecnica locale della Catena Artigianale, è un faro per quanto riguarda l’artigianato tradizionale ma non solo. Al suo interno le donne che vi lavorano riescono infatti a riscoprire la passione e l’indipendenza portata da un lavoro, quello della creazione di oggetti con foglie di palma, che stava lentamente scomparendo, e in più hanno la possibilità di creare una forte rete di appoggio femminile in cui le lavoratrici parlano della loro realtà quotidiana, delle loro esperienze e conoscenze sia emozionali e intime che lavorative.

L’intervista che segue è stata effettuata in forma scritta ad Analia Rodriguez proprio per analizzare più in profondità la realtà delle “mujeres artesanas” di Fortin Lavalle, della continuità con il passato e l’incontro con il futuro che l’associazione si prefigge, ma che non snatura una vera e propria forma d’arte portata avanti con rispetto e tramandata con impegno a quelle che saranno le artigiane e impeditrici di domani.

Nota delle autrici: l’intervista scritta ad Analia Rodriguez è stata realizzata in lingua spagnola, lingua madre dell’intervistata, ma al seguito è disponibile anche la traduzione italiana dello stesso testo.

 

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MUSEO VERDE: ¿Qué productos aprovechas al máximo en tu comunidad?

ANALIA: Las mujeres utilizamos las hojas de palma para hacer no nuestras artesanías.

 

MV: ¿Qué significa para tu comunidad ser una mujer artesana?

A: Hace cinco años atrás decir la palabra artesana era como una burla, estábamos muy mal vistas, con el tiempo fuimos creciendo en conocimiento, el empoderamiento eso hace que nuestro trabajo sea valorado dentro de la misma comunidad.

 

MV: ¿Qué relación tiene su comunidad con la artesanía occidental y la economía del país?

A: Con respecto a la artesanía occidental hay poco información en nuestro comunidad. Sobre la economía del país es algo que a nosotras nos preocupa mucho, dado que hay sectores de la población que sigue desvalorizando el trabajo que hacemos.

 

MV: Cuéntenos sobre los proyectos futuros de su comunidad.

A: [Como proyectos de futuro, nos gustaría] que nuestros niños estudien, pero que no se olviden de su lengua, del trabajo que hacemos en este caso las artesanías, el cuidar el medio ambiente que es la fuente que nos da los alimentos. Dentro de la asociación [nos gustaría] incorporar a más mujeres y que los proyectos salgan de la misma comunidad.

 

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MUSEO VERDE: Quali prodotti realizzate di più nella tua comunità?

ANALIA: Noi donne usiamo foglie di palma per realizzare i nostri prodotti artigianali.

 

MV: Cosa significa per la tua comunità essere una donna artigiana?

A: Cinque anni fa pronunciare la parola “artigiana” era come una presa in giro, eravamo molto malviste, nel tempo siamo cresciute nella conoscenza, nell' “empowerment” che rende il nostro lavoro apprezzato all'interno della comunità stessa.

 

MV: Che rapporto ha la tua comunità con l'artigianato occidentale e con l'economia del paese?

A: Per quanto riguarda l'artigianato occidentale ci sono poche informazioni nella nostra comunità. L'economia del Paese è qualcosa che ci preoccupa molto, poiché ci sono fette di popolazione che continuano a svalutare il lavoro che facciamo.

 

MV: Parlaci dei progetti futuri della tua comunità.

A: [Come progetti futuri, vorremmo] che i nostri figli studino, ma che non dimentichino la loro lingua, il lavoro che facciamo in questo caso con l'artigianato, avendo cura dell'ambiente che è la fonte che ci dà da mangiare. All'interno dell'associazione, [vorremmo] incorporare più donne e che i progetti provengano dalla stessa comunità.

 

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Non potevamo esimerci dall’iniziare questa serie di interviste ai membri dell’Onlus Museo Verde, in questa settimana in cui cade il giorno internazionale dei diritti della donna, con l’esperienza di Analia Rodriguez. Perché è grazie ad associazioni come Qomlashepi Onataxanaxaipi che l’esperienza ed il lavoro femminile non aiutano solo un’intera comunità ma mandano un segnale importante, tenendo vivo il ricordo di realtà che quotidianamente rischiano di essere dimenticate per sempre.

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